Riscaldamento a Pavimento

Dal Riscaldamento elettrico al Pellet, i modi per riscaldare la casa

Per riscaldare la casa ci sono tantissimi modi. Dipende dalle preferenze di chi ci abita, dalla conformazione dell’ appartamento, dalla voglia o no di eseguire lavori di ristrutturazione. Oggi vogliamo fare una panoramica dei migliori metodi disponibili sul mercato.

Riscaldamento elettrico: lasciate da parte le vecchie stufette elettriche, poco costose ma in proporzione assetate di corrente e con poca resa termica, intendiamo per riscaldamento elettrico quello che si può ottenere dai condizionatori d’aria che d’estate rinfrescano e d’inverno si trasformano in pompa di calore. Il vantaggio è che rendono la casa calda in poche decine di minuti, lo svantaggio è che consumano parecchia corrente elettrica anche se l’utilizzo notturno, in fascia biooraria vantaggiosa, può rappresentare una valida alternativa ai classici termosifoni.
Ottimi se utilizzati insieme ai pannelli fotovoltaici, ma solo durante l’irradiazione solare che d’inverno va dalle 8 alle 16 circa.

Radiatori murali o termoconvettori: rappresentano la moderna evoluzione delle stufe e, come quelle, distribuiscono il calore prodotto tramite l’aria e non l’acqua. Sono apparecchi cosiddetti “isolati rispetto all’ ambiente abitato”. Per tale motivo sono particolarmente adatti per l’impiego nelle zone particolarmente fredde, dove l’acqua delle condutture potrebbe essere soggetta al gelo. Sono apparecchi semplici da installare, poiché richiedono solo i collegamenti alla rete del gas e dell’elettricità. Possono anche essere recuperati in caso di trasloco. La tipologia è del tipo a camera stagna, e pertanto non si preleva aria dall’ambiente interno, bensì direttamente dall’esterno.

Non hanno quindi bisogno del collegamento alla canna fumaria poiché scaricano i prodotti della combustione attraverso un foro praticato sulla parete esterna. Possono, infine, essere installati in ogni locale da riscaldare su una parete che da’ verso l’esterno regolandone a piacere la temperatura. Riscaldano l’ambiente rapidamente ed hanno una buona efficienza energetica. Sono, in definitiva, apparecchi siciri, con ottime rese energetiche e rispettosi dell’ambiente.

Caldaie murali:Per il riscaldamento monofamiliare sono molto diffuse le “classiche” caldaie murali autonome a metano, compatte e di facile utilizzo. Di solito, vengono posizionate direttamente sul muro: da qui la loro denominazione. La distribuzione del calore avviene sempre tramite acqua, che viene fatta passare nei tradizionali radiatori a termosifone o meglio ancora, nei convettori termici (a ventitazione normale o forzata)

Normalmente queste caldaie sono di tipo “combinato”, in grado cioè di produrre, oltre al calore necessario per il riscaldamento dei locali, anche l’acqua calda sanitaria. Si consegue così un risparmio sia sul combustibile
sia sulla manutenzione rispetto a due apparati distinti.

In commercio sono disponibili entrambe le tipologie, a camera stagna o aperta. Tuttavia i rendimenti di queste caldaie sono bassi, in quanto per ottenere l’acqua calda in modo istantaneo questi apparecchi hanno bisogno di un’elevata potenza, di norma eccedente 2 o 3 volte quella strettamente necessaria per il suo riscaldamento.
In caso di nuova installazione di caldaie atmosferiche entro locali abitati, dovrà essere realizzato, con le modalità previste dalle norme tecniche vigenti, una sezione libera di diversi centimetri per ogni kilowatt di potenza installata.
Nel caso si riscaldino abitazioni di ampia superficie si può far ricorso alle “caldaie a basamento” realizzate in ghisa o acciaio. Sono molto più resistenti e durature di quelle murali, ma anche più ingombranti.

Esistono in commercio pure tipologie di caldaie particolarmente idonee per realizzare un risparmio di energia. Sono utilizzabili anche nel caso di riscaldamento autonomo. Fanno parte di questa famiglia di apparecchi le caldaie ad alto rendimento che permettono di trasformare in calore utile almeno il 90% dell’energia contenuta nel combustibile che viene bruciato. Questo valore minimo deve essere espressamente indicato dalle case produttrici.

Caldaie a premiscelazione:
un altro tipo di quelle a risparmio energetico, si basa sulla possibilità di dosare la giusta quantità di aria e di gas prima dell’accensione della fiamma, conseguendo così un maggior rendimento di combustione e una minore emissione di inquinanti.
Caldaie a condensazione: qui invece viene recuperato direttamente e trasferito all’acqua calda dell’impianto, gran parte del calore contenuto nei fumi di scarico (che ne gli apparecchi tradizionali viene espulso attraverso il camino ad oltre 100 °C) ed il vapore acqueo generato dalla combustione.
Caldaie a pellet: sono stufe realizzate in porcellana o ghisa alimentate con scarti di segatura del legno che vengono compressati e concentrati in piccoli cilindri detti pellet. Grande risparmio energetico perchè il combustile ha un’altissima resa termica lasciando pochissimo scarto. Una stufa a pellet è facilmente installabile, necessita solo dei fumi di scarico ed è relativamente economica: un sacco di pellet da 15 chili costa 3-4 euro e può durare anche 2 giorni (dipende dall’ uso e dalla grandezza della caldaia) mentre il prezzo di una stufa a pellt parte dalle 700 euro.

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Riscaldamento a Parete, togliere i termosifoni

Un’alternativa al riscaldamento a soffitto, a battiscopa e a pavimento è rappresentata da quello radiante a parete. Si tratta di installare i tubi a serpentina all’ interno delle pareti; gli stessi verranno poi “nascosti” con pannelli in carton gesso, intonaco o soluzioni che comprendono vari materiali tra cui l’argilla. Anche in questo modo otterremo un riscaldamento uniforme, un gran risparmio energetico con abbassamento della bolletta del gas e avremo modo di togliere i termosifoni dalla nostra casa recuperando perchè no un po’ di spazio.

Installazione riscaldamento a parete con intonaco:
ricorda un po’ il riscaldamento a pavimento con il materiale di supporto (intonaco) realizzato a mano dal muratore che spesso deve realizzarlo in più passate.

Installazione riscaldamento a parete con cartongesso:
anche in questo caso il principio è lo stesso del riscaldamento a pavimento. Le serpentine dove scorreranno i fluidi che porteranno calore sono in questo caso fissate a muro e successivamente coperte con moduli in cartongesso ignifughi ad una distanza di circa 10-15 cm (perdiamo un pochino di spazio all ‘interno della stanza).

Installazione riscaldamento a parete con argilla:
in questo caso per intonacare si usa l’argilla, un materiale già utilizzato in campo edilizio che ha buone proprietà di regolazione del microclima e di accumulo termico.

La posizione ideale per installare il riscaldamento a parete è sui muri disperdenti, questa condizione richiede però l’adeguata presenza di uno strato isolante dietro i tubi in modo da indirizzare il calore solo sul lato utile, all’ interno della nostra casa e non ad esempio fuori (se si tratta di muro esterno si crea un cappotto o intercapedine) oppure dall’ altra parte di un muro confinante con i vicini.

Il circuito idraulico del riscaldamento a pavimento è realizzato con tubi in rame oppure di plastica secondo logiche circuitali sia a serpentina che in parallelo. Il circuito risulta essere conglobato nell’intonaco assumendo una configurazione simile a quella di un pannello a pavimento. Se dobbiamo utilizzare il riscaldamento a parete anche per rinfrescare la casa è importante che il circuito sia coeso con il pannello in modo che lo scambio tra i due avvenga esclusivamente per conduzione.

Vantaggi riscaldamento a parete rispetto a quello a pavimento:
un pannello a parete presenta un potenziale di resa più elevato rispetto ad una radiante a pavimento; la posizione infatti lo porta a non essere a contatto con i piedi quindi può essere alimentato con temperature più elevate ovviamente con maggiore consumo energetico. Anche per rinfrescare è migliore perchè dispone di un più elevato scambio convettivo visto che un pannello in cartongesso fa passare molto di più freddo o caldo rispetto al massetto del riscaldamento a pavimento.

Svantaggi riscaldamento a parete rispetto a quello a pavimento:
non tutte le case si prestano per via della disposizione e conformazione dei muri. Se si decide di utilizzare i muri esterni e se questi presentano grossa dispersione bisogna realizzare un cappotto termico con conseguente spesa maggiore. Il calore è meno uniforme rispetto al riscaldamento a pavimento.

Prezzi riscaldamento a parete:
dipende se si debba o no realizzare una coibentazione dietro al circuito idraulico. Un sistema idraulico direttamente intonacato costa meno della soluzione con moduli in carton gesso per la copertura dei tubi, in ogni caso i prezzi sono in linea con quelli del riscaldamento a pavimento.

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Riscaldamento a pavimento Parquet, si può installare?

Il riscaldamente a pavimento può essere installato anche sotto ad un parquet. Si è sempre pensato, specialmente nei vecchi sistemi, che ciò non fosse possibile. Per molti le pavimentazioni in legno non erano adatte a causa di tutta una serie di problematiche, superate con le nuove tecnologie che si sono adottate.

La difficoltà era, ed è ancora, parzialmente legata al fatto che è il legno è un materiale vivo che nel corso del tempo risente delle variazioni di calore e umidità. Il caldo generato dal riscaldamento a pavimento che proviene dal basso potrebbe alterarlo, fargli cambiare forma, spostarlo, si verrebbero a creare così delle fessurazioni e degli spostamenti che non farebbero piacere a nessuno.

Questi sono una serie di consigli da seguire per l’installazione del riscaldamento a pavimento radiante su parquet:

-il parquettista lo sa, ma è bene ricordarlo. Il legno del parquet deve essere portato  nel nostro appartamento almeno due settimane prima dell’ installazione per permettergli un’ “acclimatizzazione” , specialmente se è ancora umido, a meno che non sia un prodotto prefinito.
-Nella posa si dovrà lasciare lo spazio vicino il battiscopa o alla parete di 1 o più centimetri per permettere al parquet di “fluttuare”.  Anche in corrispondenza degli “incastri” con le altre stanze di devono adottare dei giunti di dilatazione sotto le porte, lasciando al parquet un “margine di fuga” eviteremo la possibilità che si verifichino dei rigonfiamenti.
-Far asciugare il massetto prima della posa del parquet.
-Utilizzare alcuni tipi di legni piuttosto che altri per la realizzazione del pavimento: il teak, l’iroko oppure il rovere sono più stabili ad esempio rispetto al faggio o all’ olivo, risentono meno della variazione di temperatura. Preferire anche un parquet pre-finito o stagionato in fabbrica.
-L’ideale sarebbe utilizzare un parquet con altezza compresa tra 10 e 15 mm, anche se qualcuno obietta che si possono utilizzare altezze maggiori, che presentano ovviamente una transmittanza minore con conseguente necessità di aumentare la temperatura di funzionamento.
-Utilizzo delle colle sotto al parquet: il calore ovviamente potrebbe far rilasciare nell’ aria delle sostanze nocive, ad esempio la formaldeide. Questo era soprattutto un problema presente nei vecchi sistemi di riscaldamento a pavimento che necessitavano di alte temperature per il funzionamento. Per non sbagliare cercate di far utilizzare al parquettista colle ecologiche. Si possono utilizzare colle per pavimenti flottanti che rispetto alle altre più “fisse” hanno una minore transmittanza termica che potrà essere però compensata dall’ utilizzo di tappetini termici da mettere sotto.
-Cercare di realizzare un impianto che generi un calore diffuso a temperatura costante in tutto il pavimento della casa, che non abbia dei punti in cui riscalda di più.

Infine riportiamo qui sotto una tabella di resistività di alcuni materiali utilizzati nella realizzazione di riscaldamento a pavimento radiante.


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Riscaldamento a Soffitto, cos’è e come funziona

Un’alternativa che gli specialisti in termoidraulica propongono rispetto a quello a pavimento è il riscaldamento a soffitto. E’ facile capire che si tratta di un’installazione che si pone in alto, i tubi vengono installati sopra la vostra testa e coperti con il contro soffitto o, difficilmente accade,ancorati alle pareti superiori e lasciati liberi oppure intonacati. Solitamente si sceglie il cartongesso perchè più economico e di facile installazione.

Anche in questo caso si tratta di riscaldamento radiante, che corre lungo tutto l’appartamento per creare un calore diffuso. Per quel che riguarda il circuito idraulico è preferibile adottare linee di dorsali dei tubi che alimentano direttamente i pannelli del controsoffitto senza ricorrere a collettori di distribuzione secondari.

Il riscaldamento della casa avverrà grazie al principio dello scambio di irraggiamento tra superfici calde e fredde. Ovvero una superficie più fredda assorbe, sotto forma di radiazione termica, il calore generato da quella calda. Ci possono essere anche sistemi misti di riscaldamento a soffitto che mandano aria calda tramite “convenzione forzata” ovvero tramite una spinta di una ventola elettrica (quello che avviene negli alberghi ad esempio).

Anche in questo caso, come per il riscaldamento a pavimento, è sufficiente portare l’acqua della caldaia ad una temperatura di 30-40 gradi per avere il giusto calore nella propria casa. Una differenza notevole rispetto ai 70 gradi necessari per fare andare un termosifone, un risparmio energetico notevole quindi.

Meglio riscaldamento a pavimento o quello a soffitto?
le tecnlogie sono identiche, si tratta soltanto di capire quali sono le nostre esigenze. L’installazione di un riscaldamento a soffitto è sicuramente più economica perchè non avremo bisogno di rompere il pavimento.
Se viviamo in una casa in cui i soffitti sono molto alti e quindi con la necessità di porre i tubi distanti da noi potrebbe essere preferibile quello a pavimento che, nelle moderne installazioni, non presenta più le vecchie problematiche relative alla circolazione sanguigna nelle gambe  per via del calore proveniente dal basso.

Come tutti sanno il calore tende a salire. Come si concilia questa cosa con il riscaldamento a soffitto? Il pensiero di chi lo installa è che il caldo faccia fatica a scendere. Inoltre: avro’ la testa calda ed il corpo freddo? Farà freddo sotto al tavolo perchè isolato?

Tutte domande legittime, ma vengono superate se viene fatto un giusto progetto dell’ impianto di riscaldamento a soffitto. La diffusione dei pannelli radianti sarà quindi omogenea senza parti caldi o fredde ed i punti isolati, ad esempio quelli sotto al tavolo riceveranno calore grazie al rimbalzo del pavimento.

Se siete amanti dei tappeti il riscaldamento a soffitto è sicuramente da preferire a quello a pavimento, in quest’ultimo caso un utilizzo massiccio “bloccherebbe” il calore proveniente dal basso.

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Riscaldamento a Battiscopa, cos’è e come funziona

Il riscaldamento a battiscopa rappresenta una valida alternativa rispetto al riscaldamento a pavimento. Anche questo caso avremo un effetto radiante grazie al meccanismo della termoconvenzione. Si tratta di un tubo di rame che infilato in tante lamelle poste a circa 1 cm di distanza l’una dall’ altra, scorre nell’ angolo tra il pavimento e le pareti perimetrali all’ altezza del battiscopa che va a sostituire o integrare.

La striscia di parete alle spalle del tubo di solito è isolata termicamente e la temperatura che vi scorre all’ interno è sufficiente arrivi anche solo a 45 gradi per garantire caldo all’ interno della casa. E’ una specie di termosifone allungato ridotto ad un tubo che scorre per l’appartamento.

L’aria fredda che sale dal basso si riscalda in prossimità della batteria dei tubi, diventa leggera, si solleva e fuorisce, distribuendosi in maniera uniforme come calore avvolgente dal pavimento al soffitto. Tale termo convenzione molto lenta scalda i muri che lambisce trasformandoli in fonte radiante.

L’inconveniente del riscaldamento a battiscopa è legato al fatto che, se non è possibile incassare gli elementi in una muratura adeguatamente spessa, lungo la parete interessata si crea un intralcio alla disposizione dei mobili.

Un altro sistema di riscaldamento a battiscopa radiante che risulta invisibile è quello che prevede l’incasso di sottili tubi di rame in cui passa l’acqua calda direttamente nel sottointonaco della parete. I tubi vengono predisposti lungo le pareti esterne (isolate dalla parte esterna) oppure nelle pareti divisorie in modo che possano scaldare entrambi i lati.
In genere viene inserita una doppia tubazione: una viene posata all’ altezza del battiscopa, una seconda fila di tubi viene posta ad un’altezza di 1-2 metri dal pavimento.

Se si vuole evitare di realizzare le tracce al muro al livello del battiscopa le tubazioni possono essere fissate a muro e poi coperte con uno zoccoletto in muratura o in un altro materiale.

Vantaggi del riscaldamento a battiscopa:
-risparmio energetico, è sufficiente una temperatura di 40-50 gradi per scaldare la casa
-non necessita di grandi interventi murari, non c’è bisogno di sfondare pareti e nemmeno il battiscopa se si usano quelli con le cover rimovibili e applicabili
-il riscaldamento a battiscopa è ottimo per gli edifici storici o di vecchia concezione perchè la sua efficienza migliora quando incontra una forte inerzia termica con mura spesse e compatte (mattoni pieni, materiali a base di calce).

Svantaggi del riscaldamento a battiscopa:
-le zone dove sono presenti i tubi e le pareti devono essere sgombre da arredo e mobili
-la casa va a temperatura in maniera lenta dal momento dell’ accensione.

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Vantaggi e Svantaggi del riscaldamento a Pavimento

Non esiste il sistema ideale per avere calore all’interno della nostra casa, ne esisterà uno però adatto alle nostre esigenze e al nostro tipo di appartamento. Anche il riscaldamento a pavimento o radiante ha i suoi vantaggi e svantaggi come, alla stessa maniera, ne hanno i classici termosifoni, i condizionatori a pompa di calore, le stufe a pellet ecc.

Iniziamo da un presupposto: stiamo ristrutturando la casa? Dobbiamo rifare il pavimento? In questo caso partiamo già avvantaggiati visto che il riscaldamento a pavimento si inserisce sotto il massetto ed in questo caso l’opzione verrebbe naturale. Potremo approfittare delle detrazioni al 36% sulle ristrutturazioni e addirittura del 55% sul risparmio energetico, vedere il post sulle agevolazioni fiscali per il riscaldamento a pavimento.

Nelle nostre case a partire dagli anni 50, con il grande boom edilizio, vengono installati i termosifoni in ghisa poi perfezionati con l’utilizzo di altri tipi di metalli più leggeri e con maggiore conduttività. La comodità passando dalle stufe a gas e dai camini si fa sentire, ma ora si può guardare oltre.

Vantaggi del riscaldamento a pavimento:
principalmente i motivi per cui si sceglie questa soluzione sono un risparmio energetico sulla bolletta del gas e una maggiore uniformità nel riscaldamento con un irraggiamento del caldo perfettamente diffuso in tutti gli ambienti della casa.

-Andiamo al cuore del problema, quello del risparmio energetico che si ottiene con il riscaldamento a pavimento: per riscaldare l’acqua del circuito (se invece verranno usate resistenze elettriche si userà la corrente) si possono utilizzare tutte le fonti di energia disponibili. Dal solare termico al gas per la casa. Comunemente si usa quest’ultima soluzione. A differenza dei termosifoni qui basterà un temperatura di 30 gradi per portare 19 gradi di calore in casa. Capite bene che c’è differenza energetica nell’ ottenere da una caldaia 60-70 gradi (quella utilizzata per i termosifoni) oppure 30, specialmente se si utilizza una caldaia a condensazione
-Silenzioso e senza polvere.Dal momento che l’aria calda non viene soffiata in tutta la casa, i germi dispersi nell’aria, il polline e la polvere sono molto ridotti. Qui il confronto è fatto con i termoconvettori o termosifoni elettrici.
-il pavimento non sarà mai bagnato o umido, anche d’inverno se passate lo straccio si asciugherà in 5 minuti senza dover aprire le finestre. Ideale quando fate la doccia nel bagno
-potete camminare scalzi anche d’inverno perchè percepirete sempre calore dal pavimento quindi anche i bimbi possono tranquillamente giocare per terra senza sentire freddo
-recupero dello spazio all’ interno della casa e delle pareti non più occupate dai termosifoni
-ideale per chi soffre di asma e allergie, riduce polvere e acari
-non ci saranno più zone della casa dove il calore si percepisce di meno o di più (maggiore uniformità)

Svantaggi del riscaldamento a pavimento:
-costo di installazione maggiore rispetto ai tradizionali termosifoni
-la casa si riscalda in più tempo dal momento dell’accensione. Questo dipende dal materiale utilizzato per i pavimenti. Con alcuni tipi di parquet si può arrivare a temperatura anche in poco più di un’ora, altrimenti ce ne vogliono 7 o 8.
-l’utilizzo dei tappeti non è consigliato perchè non farebbero passare il calore
-la caldaia è sempre in funzione

I vecchi sistemi di riscaldamento a pavimento non erano consigliati per coloro che soffrivano di problemi circolatori o vene varicose. Il problema è stato superato con i moderni sistemi che ncessitano di temperature minori per riscaldare la casa.

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